LA TELEFONATA…

«Pronto… Ciao nonna! Tutto bene?».
«Sì, è appena passata una persona che mi ha detto di salutarti tanto».
« Ah sì? Chi?».
«Il pesce d’aprile!».

Questa telefonata me la facevi ogni anno, io ogni volta da pollo ci cascavo e tu ridevi tantissimo.
Un abbraccio nonna! Ti penso e sorrido.

 

***
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V

Forse quella canzone me l’hai mandata tu per ricordarmi che nella vita l’importante è fare quello che ci si sente. Perché è un peccato sprecarla per quelle cose futili di cui ci circondiamo con le nostre debolezze e paure. Ti prometto che cercherò di fare del mio meglio ogni giorno, come mi hai insegnato tu. Ti voglio bene papà.

Fine di un periodo patetico

Caddi in uno dei miei patetici periodi
di chiusura. Spesso, con gli esseri umani,
buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente
si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato. Faccio segno di sì.
Fingo di capire, perché non voglio
ferire nessuno. Questa è la debolezza
che mi ha procurato più guai.
Cercando di essere gentile con gli altri
spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce,
ridotta ad una specie di piatto di
tagliatelle spirituali. Non importa…
Il mio cervello si chiude.
Ascolto. Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto
che io non ci sono…
– Charles Bukowski –

Sì, lo devo ammettere, ho vissuto un periodo così ed è stato anche piuttosto lungo. Poi ad un certo punto ho deciso di affrontarlo e mi sono fatto aiutare. È stata dura guardarmi dentro e andare fino in fondo. Non è finita, la strada che devo percorrere è ancora lunga, ma adesso la parte di me che mi giudica e che mi manda in paranoia, non mi fa più paura, so come tenerle testa!
Ho tanti motivi per essere felice. Da oggi non voglio più farmela scappare questa felicità!