Caro Papà…

Caro papà,
sono passati sei anni e mezzo da quando sei passato dall’altra parte, eppure io ho sempre saputo di non aver mai affrontato veramente e fino in fondo la tua morte.
Oggi però qualcosa è cambiato, non so cosa sia scattato, ma mi è venuto in mente che nel 2008 avevi aperto un blog che avevi aggiornato per poco più di un anno, perché poi nel 2009 ti sei iscritto a Facebook e i tuoi post, tosti, ironici, sarcastici, profondi e attenti al sociale li hai continuati a scrivere lì.
Se fossi qui ora saresti assolutamente considerato un “influencer”, sì un “influencer intelligente”.
Non sono mai riuscito a leggerli fino quando verso le 17 ho aperto il tuo blog e ho cominciato a scorrere le pagine, poi, ho fatto lo stesso sul tuo profilo Facebook. Non è stato per niente facile…
Che grande uomo! Che grande esempio, non lo dico perché sei mio padre, lo penso veramente.
Ho deciso di cominciare a fare un lavoro certosino: quello di raggruppare i tuoi post più significativi (ci vorranno mesi, scrivevi tantissimo!) Magari potremmo anche scrivere un libro a quattro mani. Poche settimane fa parlavo di “tempo del cambiamento”, chissà, magari questa nuova fase deve partire proprio insieme a te.
Dopo tutto “La vera rivoluzione deve cominciare dentro di noi” diceva Che Guevara.

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