Che grande soddisfazione!

Prendere il bollitore, portarlo al lavandino, aprire l’acqua, aprire il bollitore che continua a chiudersi, riuscire a fare entrare l’acqua, chiudere il bollitore.
Chiudere l’acqua.
Riportare il bollitore sulla sua base e accenderlo.
Recuperare un bicchiere dal mobile e prendere la bustina di tè, riuscire miracolosamente a tirarla fuori rompendo il piccolo involucro che la contiene.
Mettere la bustina di tè nel bicchiere, togliere il bollitore dalla base.
Versare l’acqua bollente nel bicchiere, facendo attenzione a non scottarmi.
Aspettare che la bustina rilasci il tè, poi toglierla dal bicchiere.
Appoggiare la bustina su una spugna (preparata prima), per evitare di sporcare il mobile.
Spostare il bicchiere sul tavolo.
Oh, cavolo, manca il limone.
Andare al frigorifero, aprirlo, per fortuna il limone è già tagliato in due metà, riuscire a prenderlo anche se non è nello scompartimento più basso, portarlo al tavolo e spremerlo in qualche modo nel bicchiere.
Finalmente è pronto (meno male che non ci metto più lo zucchero, un passaggio in meno), posso gustare il mio tè!
Sì, avete letto bene, mi sono fatto un semplice tè, per quasi tutti è una delle cose più facile del mondo, per me, che mi muovo su quattro ruote e uso praticamente una mano sola è stata una conquista immensa.
Morale: le più grandi soddisfazioni sono nelle piccole, ma immense conquiste quotidiane, sta a noi rendercene conto e non smettere di provarci.

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10 ANNI…

Ieri sera è venuto un ragazzo, ha voluto comprare due copie del mio primo romanzo “Un viaggio straordinario chiamato vita”, che proprio oggi festeggia i dieci anni di pubblicazione. “Voglio fare due regali” mi ha detto “sono sicuro che un mio amico abbia bisogno di leggere questo libro. Sono convinto che possa davvero aiutarlo!”
Ho provato una grandissima emozione. Sapere che dopo tanti anni un lavoro che prima di tutto ha fatto bene a me, possa ancora essere utile ad altri, mi riempie di gioia e mi lascia dentro una grande soddisfazione.
Sarebbe bello scrivere ancora qualcosa di autobiografico: in dieci anni tanto è accaduto, tanto è mutato, ma soprattutto io sono cambiato. Potrebbe essere un nuovo modo per aiutarmi e magari aiutare.

Pazzia?

Modifico una parola della famosa canzone “Certi sogni non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano”. Forse è una pazzia, forse invece è il momento giusto… Una cosa è certa: qualunque scelta io faccia desidero meditarla bene, per poi non avere rimpianti in nessun caso.
Ci sto lavorando e ho la fortuna di avere accanto persone che mi vogliono bene e che credono in me molto di più di quanto creda io nelle mie capacità, sono davvero molto fortunato.
Un passo alla volta (che detto da me fa molto ridere).L’importante è non fermarsi e continuare a credere nei propri sogni!
Siete curiosi di capire a cosa mi riferisco, lo so… abbiate pazienza, quando avrò deciso cosa fare lo scriverò, intanto pensatemi.